I ladini sono una popolazione che vive nel cuore delle Dolomiti. La loro lingua è il ladino – che deriva dall’incontro del latino volgare con le lingue indigene – ed è classificata tra le lingue romanze. Oggi sopravvivono tre isole linguistiche retoromanze:
l’area friulana | l’area romancia | l’area dolomitica
IL CONCETTO DI LADINITÀ
Fin dalla prima metà dell’Ottocento il termine Ladini (Ladiner) è usato come un etnonimo, ovvero il nome di un popolo. Infatti, analizzando nello specifico il concetto di ladinità, appare evidente sia fondato su fattori extralinguistici: ecco perché, nello stabilire la ladinità di una comunità, andrebbe considerato sia l’aspetto linguistico che il complesso sociale, identitario, religioso e storico-culturale. Tale concetto è esplicitato dal prof. Roland Bauer quando afferma: “il ladino brissino-tirolese non è identificabile come tipo a sé stante per ragioni prettamente linguistiche, ma fonda la sua identità su fattori extralinguistici.”
Per ladini “brissino-tirolesi” si intendono gli abitanti delle valli di Gardena e Badia (provincia di Bolzano), val di Fassa (provincia di Trento), valli di Livinallongo con Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo (provincia di Belluno), spesso definiti “ladini storici”.
La comunità ladina delle cinque valli attorno al Sella ha dato seguito, nel corso dei secoli, al suo percorso identitario, culturale e linguistico con spirito unitario e autocoscienza alla ricerca di una collocazione propria nel puzzle eterogeneo e caleidoscopico delle minoranze storiche, etniche e linguistiche nazionali ed europee.
I ladini storici si caratterizzano per i seguenti aspetti:
- la lingua ladina, che presenta delle varianti locali per ogni vallata;
- l’appartenenza secolare di questi territori alla Contea del Tirolo, che ha portato la popolazione a fare proprio il concetto di Heimat e identificarsi di conseguenza anche come tirolesi, oltreché ladini. In questo contesto vanno ricordati alcuni particolari eventi storici, quali l’Insorgenza Tirolese, la Prima Guerra Mondiale, le Opzioni e la Seconda Guerra Mondiale, che hanno sicuramente contribuito a forgiare l’attuale identità;
- l'inclusione di tutte e cinque le vallate per un periodo di diversi secoli nella Diocesi di Bressanone, sia come amministrazione religiosa che politica (Principato vescovile di Bressanone), fatto che ha sicuramente contribuito a sviluppare il percorso identitario della comunità ladina;
- il sentimento identitario: ancor prima del Novecento un gruppo di persone si rese conto che la propria lingua e cultura si distinguevano dal tedesco e dall’italiano e così, grazie all’operato prima di alcuni sacerdoti (tra i pochi ad avere un’istruzione) e poi di studenti e intellettuali, i ladini consolidarono la loro consapevolezza di sentirsi parte di un gruppo etnico a sé stante (né tedeschi, né italiani);
- la bandiera ladina: il tricolore azzurro, bianco e verde, apparso per la prima volta sul Passo Gardena il 5 maggio del 1920, è un simbolo storico e identitario del popolo ladino brissino-tirolese. Esso è nato come segno di protesta contro il diniego alla richiesta di autodeterminazione e per chiedere all’Italia il riconoscimento dei Ladini del Sella quale popolo a sé stante. Essa è un simbolo che rappresenta le aspirazioni di un popolo a ottenere i propri diritti, ad autogovernarsi o, per lo meno, a rimanere unito amministrativamente in quanto minoranza sociolinguistica.
